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| Messa delle famiglie e Agape |
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PER TUTTE LE FAMIGLIE DELLA NOSTRA PARROCCHIA, CONTINUA LA TRADIZIONE DELLA MESSA DELLE FAMIGLIE: CI SI RITROVA A MESSA IL SABATO SERA ALLE 18.30 E DOPO LA MESSA C'E' L'”AGAPE FRATERNA”, CIOE' LA CONDIVISIONE DELLA CENA PORTATA DA CASA.
PER UN APPROFONDIMENTO SUL SIGNIFICATO DELL'AGAPE, RIPORTIAMO L'ARTICOLO DI NANDO APPARSO SUL BOLLETTINO QUALCHE TEMPO FA:
“Ágape fraterna”, questa sconosciuta
E’ ormai ben più di un anno che questa strana parola è entrata a far parte del “gergo” parrocchiale e quasi ci abbiamo fatto l’abitudine, quando Don Tino ci invita il primo sabato di ogni mese alla Messa delle famiglie a cui, come di consueto, “seguirà l’agape fraterna”. Forse qualche dubbio sul significato e sui contenuti di questa parola ci sarà venuto e una domanda fra noi è circolata: “ma in fondo cosa significa agape? …”. Per una volta la lingua inglese non ci ha prestato nulla e non sono stati riciclati termini latini. Certo sarà una parola greca, ma allora?
Il pensiero cade subito sulla Rete, dove sicuramente troveremo qualcosa: per prima cosa si scopre che agape fraterna è un termine più diffuso di quanto non si possa credere e effettivamente compaiono pasti e cene come ci aspettavamo!. Così Wikipedia, la mitica enciclopedia su internet, ci dice: “Ágape: per i cristiani delle origini, il banchetto comunitario che si consumava dopo la messa serale”. E poi: “Ágape significa amore fraterno, disinteressato. È stato usato in ambito ebraico per esprimere l'amore verso un coniuge, la famiglia, per differenziarlo da Philia - sentimento di amicizia di carattere generalmente non sessuale - e in contrasto con Eros, l'attrazione carnale. Non è quindi solo un sentimento, ma anche una virtù, uno stato spirituale, un dono di Dio, una grazia. Ágape viene tradotta con carità”. Perciò: “L’agape per i cristiani delle origini era il banchetto comunitario, la comunione, e più in generale il legame attuato nel riunirsi in una comunità umana unita da vincoli di amore fraterno. Indica amore spirituale, come superamento dell’eros che è l'amore di attrazione tra uomo e donna. Nella Bibbia e, in particolare, nel Nuovo Testamento, la parola è usata non in contrapposizione con l'amore "umano" ma come completamento e sublimazione dello stesso. L'Ágape è infatti per i cristiani il vertice più alto dell'amore, è l'amore gratuito, di colui che dona tutto sé stesso all'altro senza pretendere nulla in cambio, ed è perciò incondizionato e assoluto”.
Esageriamo e proseguiamo nella ricerca sicuri del fatto che il magistero della Chiesa non può non aiutarci: l’enciclica di Benedetto XVI “Deus caritas est” già dall’inizio ci fa capire i diversi significati di amore, parola oggi usata indifferentemente per indicare sentimenti profondamente diversi. Così si legge: “Dio ha creato l’uomo con un corpo ed uno spirito, che, in unità, potesse esprimere eros ed agape, impulso e condivisione, dono di sé anche con estremo sacrificio” (cfr. ”Deus Charitas Est”, parr. 3-8 - Benedetto XVI, gennaio 2006).
Ágape allora significa soprattutto amore, quell’amore particolare che pervade il Nuovo Testamento, che gli evangelisti non riuscivano a definire con i termini usati comunemente ai tempi e quindi la utilizzarono per esprimere questo modo particolare di essere di Gesù, quel modo con cui amava i discepoli, gli amici, i conoscenti e le folle. Ed oggi quindi Ágape diventa il nostro modo di camminare sulle orme di Gesù, di vivere la vita con un obiettivo diverso, seguendo il Primogenito che ci apre la strada, un percorso di fede dove si gusta quest’amore prima di tutto nella comunità anche attraverso la condivisione di una semplice cena, che però assume un valore simbolico di grande importanza.
La mensa eucaristica, la tavolata dell’agape e il banchetto celeste diventano una cosa unica, un’unica celebrazione, un’unica Comunità in comunione con i santi, un’unica Chiesa, dove perde di importanza cosa, come e dove si mangia, ma acquista un senso la presenza di tutti. L’importante è esserci perché l’agape fraterna è parte integrante della celebrazione eucaristica ed è già pregustare il banchetto celeste.
Questa concezione di agape ci riporta ad una tradizione della Chiesa che conta quasi duemila anni, quando, nelle prime comunità, veniva condiviso tutto a cominciare dal cibo, un’esperienza che aiutava la fede dei primi cristiani. Forse agape proprio una strana parola non è e Don Tino ci invita ogni mese ad una celebrazione liturgica che ha una sua storia e soprattutto un suo significato ben preciso, che parte da lontano ma che è vicina alla nostra vita di comunità parrocchiale. E allora la nostra agape dopo la Messa delle famiglie assume i connotati della condivisione, del mettere in comune il cibo di una cena e stare in comunità intorno ad una mensa unica, proprio come una famiglia intorno alla tavola di casa.
La nostra “agape fraterna” acquista così un valore religioso, perché il mangiare in comune stabilisce tra noi commensali e tra noi e Dio legami sacri, basati sull’amore, quell’amore di cui veniamo cibati spiritualmente mentre ceniamo insieme, Spirito che poi ci accompagnerà nella nostra vita di tutti i giorni … … e allora, come posso mancare ad una liturgia così bella?
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