Omelia di ingresso padre Domenico

Parrocchia Sante Bartolomea Capitanio e Vincenza Gerosa

Ecco, Signore, io sono qui per fare la tua volontà. Ecco, Signore, noi siamo qui per fare la tua volontà.. 

Ad annunciare agli altri uomini l’identità di Gesù è la voce di un uomo che rende testimonianza ad un altro uomo.

Giovanni Battista è un uomo capace di fare sintesi tra ciò che vede e ciò che inizia a sapere di Gesù e lo indica e presenta agli uomini e le donne che si recavano al Giordano come l’agnello di Dio che porta su di se il peccato del mondo.

Siamo chiamati anche noi ad essere cristiani testimoni ad indicare, mostrare e presentare Gesù.

Cristiano testimone è il nome dell’identità che ci definisce che ci caratterizza tutti: laici, giovani, sposi, anziani, preti, suore, religiosi, missionari.

Essere cristiani è la nostra comune vocazione ed essere testimoni è il modo di essere presenti nella Chiesa e nel mondo.                            

Sono oggi qui con questa bella comunità, e sono chiamato ad essere pastore che guida, padre che accompagna, sorrege e fratello che ascolta. Ma prima ancora mi sento figlio perché questa comunità mi ha generato alla vita sacerdotale; è proprio qui che ho mossi i primi passi da diacono e da giovane prete; sono le sorprese che accadono e oggi ancora una volta le riconosco come dono immeritato. Ed ancora di più … mi sento e sono prete-sposo a servizio della comunità; grazie al Sacramento dell’Ordine – immagine viva di Cristo Sposo della Chiesa – e la comunità è casa, famiglia, sposa … tanta gratitudine per ciò che ho intravisto in questi giorni (… la parrocchia come luogo delle nozze).

Continuiamo a camminare insieme raccogliendo l’invito ad essere cristiani testimoni vivendo la profezia della vita quotidiana. È proprio la vita quotidiana che diventa il luogo della nostra testimonianza; la vita cristiana è bella se vissuta e non puòessere solo un’emozione.

La missione della Chiesa è testimoniale e prima ancora di assumere uno sguardo su chi evangelizzare, siamo chiamati a prendere coscienza che essere cristiano testimone non è un modo di fare ma è un modo di essere. È un modo di stare al mondo, dentro il mondo e di vivere la vita; questo stile dice la qualità dell’esistere.                                                         La testimonianza che si traduce nell’esperienza della fraternità e delle relazioni nuove da vivere alla luce del vangelo è centrale perché è, forse, l’unica modalità che può far riavvicinare quella distanza che si è creata tra la comunità cristiana e la società e il mondo moderno.

Chi è il cristiano testimone?

– E’ testimone di un altro. E’ testimone di un Altro perché è testimone di Gesù, il testimone è amico dello Sposo che è Gesù. Siamo chiamati insieme a far crescere la comunità cristiana che è la Sposa ( liturgia – preghiera – partecipazione – frequentazione) nella relazione e nella comunione con Gesù Sposo. Giovanni indica con il dito Gesù … il gesto di giovanni è il nostro gesto non per giudicare i fratellima per condurre ed accompagnare ad incontrare Gesù. 

– E’ testimone per gli altri e con gli altri. Si è, poi, testimoni per gli altri e con gli altri quando si intuiscono relazione buone con una comunità, quando ci si sente parte di un gruppo, ci si appassiona, se ne assumono i linguaggi e il modo di pensare e si partecipa alle diverse esperienza che propone; il modo di pensare matura dentro un’esperienza di vita in cui ci si sente coinvolti, matura dentro un’appartenenza.

Creiamo allora occasioni di incontro che generano l’adesione ad un’esperienza personale, nella quale le relazioni hanno un ruolo decisivo; una rete di relazioni significative cambia la visione della vita e del modo di vivere… questo il nostro compito.                                    Questa è la vita di una comunità parrocchiale viva.(Salutarci, incontrarci, sorriderci) 

Ed è proprio quello che hanno vissuto i discepoli: sono entrati a far parte di un gruppo, coinvolti dalla relazione che Gesù ha proposto e offerto loro, e a poco a poco hanno conosciuto i pensieri di Gesù, li hanno verificati alla luce del suo comportamento, hanno visto come lui viveva e sono stati plasmati da lui.

Oggi più che mai il discepolato matura nella condivisione della vita: dentro una comunità dove si respira un clima di famiglia – e lo respira anche chi non appartiene ad essa – si incontrano allora dei cristiani testimoni che hanno visto il Maestro; la comunità convince ed è attrattiva se in essa si possono incontrare dei veri testimoni.

Ho la fortuna ed il dono di conoscere già la nostra comunità (ed anche voi conoscete me con le mie miserie) e ringrazio il Signore e posso già affermare, vedere e riconoscere persone che hanno incontrato il Signore Gesù – che lo hanno visto e attorno a loro si respira il profumo ed il canto del Vangelo: l’attenzione agli altri, la solidarietà e la vicinanza a tutti coloro che sono fragili e in difficoltà, la gioia del persono donato e ricevuto, la serietà nel portare avanti il loro lavoro, il senso di responsabilità, il desiderio di mettersi in gioco e soprattutto la serenità con cui affrontano la vita. … questo profumo e questo canto partono dalla comunitàparrocchiale e continua ad espandersi grazie alle Chiese domestiche sparse sul territorio in virtù della grazia sacramentale battesimale e matrimoniale. Le famiglie sono profumo di Vangelo. Come non vedere questo profumo di Vangelo negli adolescenti e nei giovani che silenziosamente abitano l’Oratorio con diversi servizi … coraggio! Raggiumgiamo anche gli altri.

Tutti noi possiamo essere testimoni, se Gesù Cristo è il nostro tesoro e se l’incontro con lui ha cambiato la prospettiva della nostra vita. La testimonianza ci introduce in cammini nuovi che portano alla riscoperta della fede o alla novità che solo Gesù puòfarci intuire.

Ma c’è di più!

Qual è la relazione tra le nostre due comunità religiose e la comunitàparrocchiale?

Come incarnare questa testimonianza?

Tutta la storia della Salvezza ci invita a entrare in un rapporto sponsale, in una esperienza di reciprocità totale e disinteressata dove viviamo il nostro esserci come tempo donato e consegnato. Questa reciprocità (io-tu; prete-comunità; suora-comunità; bambino-adulto; sposo-sposa) non è da pretendere ma è soltanto da educare e da coltivare.

La capacità di creare relazione tra le persone dice il nostro essere popolo in cammino, il sentirci uniti ci farà sentire corpo di Cristo, e l’essere amati ci faràsperimentare la comunità a cui apparteniamo come la sposa di Cristo. Questo è la comunita: popolo – corpo – sposa di Cristo

Ognuno di noi è allora chiamato alla stessa missione con strumenti diversi; c’è una conversione da chiedere al Signore … passare da una pastorale industriale ad una pastorale artigianale che parte dalla storia, dal volto e dall’incontro personale con ciascuno scoprendo insieme la bellezza della nostra umanità, la gioia del donare tempo, l’energia per andare verso gli altri e gli ultimi. Tutti siamo soggetti di evangelizzazione? Si, ecco Signore noi siamo qui per compiere la tua volontà.

Abbiamo il dono, la protezione e l’intercessione delle Sante Bartolomea Capitanio, Vincenza Gerosa e San Giovanni Piamarta (non c’è conflitto di interessi) … sono i santi della Carità feconda di fine Ottocento … e la loro è una carità testimoniata … questa carità testimoniata ci invita a rileggere i carismi dei nostri Fondatori nel nostro tempo attualizzandoli e vivendoli …

Testimoni della confidenza e dell’abbandono in Dio. Anche noi … ripartiamo dalla relazione filiale custodendo la grazia battesimale che ci fa dire “Abba Padre”.

Testimoni eucaristici Le Sante perche’ entrambe si perdevano contemplando mistero d’amore di Gesu’ per gli uomini e dopo le visite al Santissimo ritornavano con un ardentissimo desiderio di donarsi al prossimo; San Piamarta ogni mattina due ore davanti al Tabernacolo; anche noi custodiamo questa esperienza … sarà il regalo più bello insiema alla vostra presenza oggi … abitare la nostra Cappella del Santissimo durante la settimana. 

Testimoni del prendersi cura perchè hanno dato le sostanze e la vita per soccorrere i bisognosi e vedevano nei giovani poveri le membra di Gesu’ e li amavano con la sua stessa carità.

Anche noi … in ascolto di tutti gli appelli e gli inviti … prendersi cura è un modo per avvicinarsi e costruire ponti. Prendersi è capacità di mettersi in dialogo con il mondo. Nasca in  noi il desiderio e la nostalgia delle relazioni libere, donate e non pretese. Questo sarà possibile solo nell’incontro e nella celebrazione dell’eucarestia perchè diventeremo corpo donato ogni volta che neon umiltà e sincerità ci accosteremo all’EUCARESTIA DOMENICALE perchèanche noi potremo insieme con Gesù dire: Questo è il nostro tempo donato, questa èla nostra pazienza, questa è la nostra gioia, questo è il desiderio di lasciarci incontrare da Gesù Sposo e vivere relazioni profetiche di fraternità.

Le Sante Bartolemea e Capitanio e San Giovanni Piamarta intercedano per noi e ci accompagnino in questa bella storia. 

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